Prove penetrometriche in un sito in provincia di Torino

Uno degli aspetti pratici, per cui vale certamente la pena ricorrere alle prove penetrometriche è dato dalla possibilità di caratterizzare, con buona efficacia, le caratteristiche di un terreno, onde valutarne il comportamento agli stati limite ultimi e di esercizio, con specifico riferimento a quanto richiesto nelle norme tecniche sulle costruzioni.
Di seguito si forniscono alcune indicazioni, tratte da prove penetrometriche in un sito in provincia di Torino.
Occorre però fare una premessa: che informazioni possiamo ottenere da prove di questo tipo? La risposta è nei punti seguenti:

  1. un immediato riscontro circa la reazione al carico di un terreno, ad esempio un terreno destinato ad ospitare una struttura di fondazione;
  2. la possibilità di fornire i parametri di resistenza al taglio, per le verifiche agli stati limite ultimi;
  3. la possibilità di stimare entità ed evoluzione dei cedimenti, per le verifiche agli stati limite di esercizio;
  4. una valutazione di massima della natura del terreno attraversato dalle prove.

La prova consiste nel far cadere un maglio, del peso di 63 kg, da un’altezza di 75 cm su una testa di battuta, fissata alla sommità della batteria di aste. All’estremità opposta è fissata una punta conica che, per effetto dell’energia di battuta, viene infissa nel terreno.
Il numero di colpi, per ottenere la penetrazione della punta nel terreno è assunto come indice della resistenza alla penetrazione.
Dai risultati ottenuti si passa poi a correlare, sulla base di metodi standardizzati indicati in letteratura, la resistenza alla penetrazione della punta conica con le caratteristiche geomeccaniche dei terreni e a fornire, in particolare:

  • la densità relativa del terreno;
  • l’angolo di resistenza al taglio;
  • il modulo di deformazione E’

Il risultato è un diagramma di resistenza all’avanzamento della punta di prova, come a titolo d’esempio quello fornito di seguito.

- Esempio di output della prova penetrometrica dinamica -

Disponendo di un buon numero di prove penetrometriche è inoltre possibile fornire un modello di terreno come quello della figura seguente. Questo modello è certamente utile ad inquadrare l’assetto del sottosuolo, sebbene vada usato con cautela, date le incertezze nella correlazione del dato penetrometrico grezzo con la natura effettiva del terreno (esempio tratto da prove penetrometriche in un sito in provincia di Torino).

- Esempio di ricostruzione stratigrafica da prove penetrometriche -
Torna in alto